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Visualizzazione dei post con l'etichetta stagione 2018-19

Un bellissimo sogno

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Tredici attori in scena: finalmente! In questi tempi di "magra" in cui gli impresari debbono stare attenti ai conti e optare troppo spesso per pièce con pochi personaggi per risparmiare sui costi vivi , finalmente un palcoscenico riempito di attori. E che attori! Attori con tutti gli attributi tecnici per esser tali e mossi e diretti da un regista vero, Massimiliano Bruno che ha curato anche l'adattamento del Sogno di una notte di Mezza estate di Shakespeare portato al Toniolo di Mestre tra il 22 e il 24 marzo. Uno spettacolo che forse avrà fatto balzare sulla seggiola i puristi, coloro che invocano le ripetizioni stanche del "già visto" o gli ingessati consumatori di una poesia malata di una malinconica nostalgia per il vuoto classicista, ma uno spettacolo in linea con l'epoca contemporanea, che deve fare i conti necessariamente con gusti, tempi e atmosfere estetiche diverse rispetto al passato e deve competere con la televisione, il cinema, gli sketch...

Un dr Nest noioso

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Familie Flöz in Dr Nest. Non volevo scrivere la mia solita recensione perché a me non è proprio piaciuto. Uno spettacolo che mi ha annoiato. Mi dispiace molto perché sono convinto che sempre ci siano buone intenzioni e un gran lavoro di preparazione. Però è uno spettacolo che vuole usare la maschera senza una vera necessità, è uno spettacolo che sembra non avere chiari gli obiettivi e i messaggi da sviluppare, uno spettacolo che vuole essere poetico ma che non ha ali sufficienti per volare, uno spettacolo a tratti persino poco tecnico e poco attento ai dettagli... Insomma una delusione e un'occasione mancata. Sentito alcune persone del pubblico mentre uscivano. Dicevano a bassa voce: "Beh, abbiamo visto qualcosa di diverso!". Non basta questo perché uno spettacolo sia vedibile.

Nel tempo degli dei - Il calzolaio di Ulisse

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Diciamolo subito: lo spettacolo "Nel tempo degli dei - il calzolaio di Ulisse" (produzione Jolefilm e Piccolo di Milano) per la regia di Gabriele Vacis, è splendido. Una lezione di teatro (e di vita) per chi di teatro non sa nulla, per chi di teatro ha un concetto vago, per chi vive la vita bramando spasmodicamente  di poter raggiungere l'eternità e davanti alle sirene dell'immortalità non sa trovare le ragioni per resistere o per esistere. Ecco, lo spettacolo vuole essere proprio questo: mostrare che ciò che è faticoso ed eroico, ciò che è "divino" non è esser dei, ma uomini, (con tutti i propri limiti e con tutti i propri vizi e nefandezze), uomini nudi. E' la storia di Ulisse che si fa vita e racconta: è la profezia che il fantasma di Tiresia gli fa nel suo viaggio nell'al di là. Ma oltre i significati, la logica e il raziocinio, è il significante che vale nello spettacolo! Sono le suggestioni, i sogni, le musiche e i ritmi, le luci e i gio...

Smashed: fantastici!!

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Sono andato a vedere Smashed attirato da quell' " omaggio a Pina Bausch e al suo Tanztheater " che avevo letto nella presentazione dello spettacolo. In effetti lo spettacolo si basa molto sulle suggestioni, sulle forme, sulle provocazioni e sulla poesia della grande coreografa tedesca (soprattutto, se la memoria non mi inganna, da quei due assoluti capolavori che sono Kontakthof e 1980). Ma lo spettacolo della compagnia di Gandini Juggling le presenta in modo tutto particolare perché rimette in discussione le suggestioni e le scene riprese dal Tanztheater per mezzo della giocoleria che risulta peraltro stupefacente là soprattutto dove il "gioco" viene fatto in coppia o addirittura in gruppo. Sono bravissimi! Si resta di stucco, la bocca aperta!! E in effetti sono tanto bravi che i 70 minuti di spettacolo passano e non se ne accorge nessuno: si rimane come delusi, come un bambino che "ne vuole ancora"!! Poi cercando qualcosa di più sulla com...

Ecce Homo: Winston vs Churchill

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Straordinaria prova d'attore per Giuseppe Battiston che porta in scena con una bravissima Maria Roveran questo testo scritto  da Carlo G. Gabardini con la regia sapiente ed efficacissima di Paola Rota. Per 90 minuti la figura dello statista inglese viene rivissuta con una forza e una tensione quasi folle, e in lei però vengono ugualmente rivissute le grandezze e le miserie dell'uomo. Ecce Homo: si indaga il mistero dell'uomo attraverso la magia del teatro, senza mai perdere il sale dell'ironia. Guardando ad un passato glorioso si parla dell'oggi e del domani ma sempre con un distacco che crea figure più che fatti, atmosfere più che storie. E' questo forse il senso dell'"onirico" di cui il "foglio di sala" sembra insistere fortemente.  Sono queste atmosfere che si confondono con il nostro sentire, con l'animo umano: con le sue chimere, i suoi sogni, i suoi paradisi artificiali; con le speranze, con le disillusioni, con le mascher...

Una notte (umana) fuori tempo massimo: la notte poco prima delle foreste

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No, non sono propriamente quello che si dice un perfetto politically correct , e perciò dirò chiaramente che lo spettacolo non mi è piaciuto per niente. Al di là di chi diceva la stessa cosa al compagno di poltrona, a bassa voce, alla fine dello spettacolo, quasi vergognandosene, al di là della bravura a tratti straordinaria di Pierfrancesco Favino. Del testo, certo drammatico e talvolta commovente, non se ne sentiva il bisogno. Oggi. Oggi che basta aprire la televisione o le pagine di un quotidiano per trovare la miseria e la morte interiore, lo squallore e la desolazione. Negli occhi dei migranti, nelle voci degli stranieri. Oggi è facile imbattersi negli stessi gesti, nella stessa cadenza, negli stessi sguardi, nelle stesse parole rappresentate ne "La Notte poco prima delle foreste": basta fermarsi con l'accattone "straniero" all'entrata di un supermercato o chiacchierare, finestrino abbassato, con lo storpio (spesso finto) ai semafori degli incroc...

Don Chisciotte

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Il coraggio è non tradire i propri sogni, soprattutto quelli giovanili. Questa forse la battuta centrale dello spettacolo al Toniolo di Mestre dal 6 febbraio al 10 febbraio 2019 portato in scena da Nuovo Teatro con Serra Yilmaz e Alessio Boni che ha curato anche la regia insieme a Roberto Aldorasi e Marcello Prayer. Spettacolo intenso pieno di luci, di colori, di immagini. Fatto di ritmi e suggestioni, facendo propria una scuola drammatica e comica allo stesso tempo che viene da lontano: dalle maschere della commedia dell'arte ( il Capitano ) e che giunge fino a noi:  a quelle pagine memorabili sull'umorismo - il sentimento del contrario - di Luigi Pirandello. Spettacolo costruito su suoni e su tempi che impongono una recitazione sempre sopra le righe e a tratti surreale. Tutto bello, attori molto bravi (sopra a tutti Alessio Boni). Invenzioni sceniche talvolta azzeccatissime e suggestive come il duello con il Cavaliere degli Specchi all'inizio del secondo tempo ...

Un Penitente efficace e un mondo capovolto

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Spettacolo che non delude quello portato in scena al Toniolo di Mestre da Luca Barbareschi, strepitoso interprete di Charles, lo psichiatra descritto nel 2016 dal drammaturgo americano David Mamet nella pièce "Il Penitente". Teatro di parola con attori superbi che tengono - non si sa come! - un ritmo forsennato dall'inizio alla fine, tanto da catturare l'attenzione del pubblico (un po' maleducato durante la prima parte della serata - Barbareschi dopo soli due minuti ha voluto reiniziare da capo per il brusio della sala dovuto ai molti ritardatari. Perché vengono fatti entrare? Boh!). Così passano i 90 minuti di spettacolo e gli otto quadri con i quali viene delineato il dramma interiore del protagonista e le vicende più o meno meschine di coloro che gli stanno attorno: la moglie (una bravissima Lunetta Savino), alias "signora-mia-dove-andremo-a-finire" che non sopporta il rifiuto della società e quello che "dice la gente", l'avvocato ...

Non mi hai più detto ti amo

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Diciamolo subito: la storia è del tutto banale sia nel fatto (una donna - una famiglia - che entra in crisi), sia nella "miccia" che accende l'azione (la malattia), sia nella risoluzione (... beh? andatelo a vedere, no!). Questo è veramente l'unico neo perché gli spettatori passano a teatro due ore godibilissime: la drammaturgia è impeccabile nei tempi, molto veloci, asciutti, quasi pennellate che dicono tutto eliminando il superfluo; la regia (di Gabriele Pignotta, anche autore della pièce), lineare pulita e poco incline a sperimentazioni che almeno qui sarebbero state del tutto fuori luogo; l'interpretazione degli attori, veramente bravi, sempre naturali e mai propensi a cadere nel patetico o ad indugiare o strizzar l'occhio alle facili ironie o alle battute più comiche. Bravi bravi gli interpreti: Lorella Cuccarini e Giampiero Ingrassia il cui affiatamento e la cui complicità si sentono palpabili in sala e nel palcoscenico, Fabrizio Corucci, simpatica m...

Com'è profondo il mar: The deep blue sea

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In serate come questa ci si rende conto della potenza del teatro come mezzo per dar vita al respiro dei sentimenti. In serate come questa si incontra la tecnica e il cuore, che uniti producono bellezza e magia - quelle cose strane che ti fanno sognare e commuovere - per far vivere sul palco le profondità dell'animo umano, anche quelle più insondabili, anche quelle meno esprimibili. Ed è per vivere una serata come questa che non ci si deve perdere “ The deep blue sea ” di Terence Rattigan, al Toniolo fino a domenica 16 dicembre per la regia di Luca Zingaretti con la magnifica compagnia prodotta da Zocotoco Srl, Teatro di Roma, Fondazione Teatro della Toscana. Tutti bravissimi e intensi: accanto a Luisa Ranieri (commovente e sincera), Maddalena Amorini, Giovanni Anzaldo, Francesco Argirò, Alessia Giuliani, Aldo Ottobrino, Luciano Scarpa e Giovanni Serratore. Val la pena veramente citarli tutti. The deep blue sea ricorda in modo esplicito il libro straordinario di Patrick McGr...

Aeros: un po' eros un po' (tanto) in aria!

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All'interno della stagione di prosa del Teatro Toniolo, un po' stranamente, è andato in scena in questi giorni Aeros, interpretato dagli atleti della federazione di ginnastica rumena. Si è trattato di uno spettacolo fatto di coreografie curate e firmate da personaggi di primo piano del mondo della danza contemporanea: Daniel Ezralow, David Parsons, Moses Pendleton (quest'ultimo forse il più conosciuto tra i non addetti ai lavori essendo il fondatore di Momix). Da sottolineare gli elegantissimi e multicolori  costumi di Luca Missoni. Lo spettacolo per circa un'ora e un quarto, lascia lo spettatore senza fiato: si tratta di quadri che si susseguono l'uno all'altro senza quasi soluzione di continuità. Sono i gesti atletici stupefacenti degli interpreti che rapiscono e ammaliano gli spettatori quasi si volesse davvero sfidare talvolta la forza di gravità. I corpi dunque sono i grandi e i soli protagonisti della scena: la musica stessa passa in secondo pia...

Miss Marple, giochi di prestigio

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Carino e piacevole. Erano queste soprattutto le parole che correvano tra le bocche del pubblico all'uscita di Teatro. E difatti Miss Marple (con il sottotitolo "giochi di prestigio") è stato un lavoro che ha divertito, riuscendo a costruire una bella suspense (non così facile da rendere a teatro) mediante una drammaturgia sapiente, una regia efficace e attori bravi a interpretare i vari caratteri, presentati inevitabilmente con poche pennellate. Il testo (scritto con maestria da Edoardo Erba, traduttore di tutte le commedie di Agatha Christie per Mondadori), ripropone in sintesi il romanzo omonimo della giallista più famosa d'Inghilterra, ed è reso sul palcoscenico con trovate registiche efficaci e veloci: tra tutte, da sottolineare la scena madre durante il secondo atto, dove l'investigatrice ricostruisce il "fatto delittuoso" scoprendo il colpevole a teatro aperto, cioè con le "quinte" e la scenografia alzata. La regia di Pierpaolo Se...

Sei personaggi in cerca d'autore

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Sono andato a vedere la messa in scena dei "Sei personaggi" Pirandelliani a cura di Michele Placido per il Teatro Stabile di Catania. foto di Antonio Parrinello Nonostante alcuni aggiustamenti al testo (in tutti i casi non sostanziali) per renderlo forse più attuale o forse per imprimergli un ritmo più veloce (anche il fatto di non prevedere interruzioni andava in questa direzione, in ossequio - tra l'altro - alla stessa intenzione dell'autore enunciata nel testo nella didascalia iniziale) la rappresentazione corre via in modo assolutamente tradizionale, senza grandi intuizioni registiche, senza sperimentazioni, senza idee originali. Così lo spettacolo ancorché lineare risulta un po' noioso, visto che la trama e il "messaggio" (con tutto ciò che ci corre dietro: teatro nel teatro, rottura della quarta parete, metateatro etc.) oggi non sono più così nuovi o sconosciuti da bastare alla costruzione scenica (fu rappresentata per la prima volta il 9...