Mirandolina: quando riscrivere un classico non basta
Riscrivere un classico è sempre una scommessa rischiosa. La drammaturga irlandese Marina Carr ha accettato l’invito del Teatro Stabile del Veneto a confrontarsi con La locandiera di Goldoni, trasformandola in una Mirandolina contemporanea ambientata in una locanda italiana di Dublino. Il risultato? Una produzione internazionale che, pur con alcuni spunti interessanti, lascia parecchie perplessità. Il primo problema è la drammaturgia. La storia procede a strappi, senza una linearità che permetta allo spettatore di seguire agevolmente lo sviluppo degli eventi. I personaggi rimangono bidimensionali: non c’è quel lavoro di approfondimento psicologico che ti fa entrare nelle loro motivazioni, capire perché agiscono in un certo modo. Anche la rete di relazioni — amori, contrasti, tensioni — sembra costruita più per accumulo che per necessità drammaturgica. La critica teatrale ha notato come Marina Carr sia nota per la sua “ scrittura penetrante, capace di indagare le pieghe dell’ani...