People, Places & Things: chi sei quando smetti di recitare?
La trama è quella di Emma — un'Anna Ferzetti straordinaria — un'attrice di successo travolta dall'alcolismo e dalla tossicodipendenza, che a un certo punto decide di chiedere aiuto. Lo spettacolo ripercorre il suo percorso di riabilitazione: il confronto con un passato doloroso, con un mestiere che l'ha svuotata, e soprattutto con la necessità di mostrarsi per quello che è davvero, senza maschere (da segnalare il breve monologo su tale tema nel secondo atto). Il titolo riprende una formula dei programmi di recupero dalle dipendenze: per guarire bisogna cambiare tutto — le persone che frequenti, i luoghi che abiti, le cose che possiedi. La regia di Pierfrancesco Favino prende questa premessa sul serio e non fa sconti. Non si accontenta di raccontare una storia di "droga": scava in qualcosa di più profondo e universale, ovvero la nostra dipendenza dal bisogno di essere qualcun altro per sentirci all'altezza. E qui il testo di Duncan Macmillan colpisce nel ...