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Odisseo

Mi ero proposto di non recensire gli spettacoli dei ragazzi alla rassegna Piccoli Palcoscenici organizzata dal Comune di Venezia al Teatro Momo anche quest'anno (siamo alla 24^ edizione!) ma per questo "Odisseo" portato in scena dai ragazzi dell'Istituto Tecnico Industriale Alessandro Rossi di Vicenza diretto da  Valentina Brusaferro e Roberta Magnaguagno vale la pena spendere due parole soprattutto per consigliare chi lo trovasse nei paraggi di andarlo assolutamente a vedere!

Non solo ci si troverà di fronte Odisseo e il suo vagare, che poi è il vagare dell'animo umano in ogni uomo e in ogni tempo - cosciente o incosciente - così come è il vagare dei sogni, delle aspirazioni, dei mostri che ci abitano continuamente, delle nostre grandezze e delle nostre miserie; ma ci si troverà dinanzi uno spettacolo a tutto tondo, di alto livello anche sotto il profilo estetico, che sa fondere l'entusiasmo e l'ingenuità "teatrale" dei giovani attori al rigor…

Un bellissimo sogno

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Tredici attori in scena: finalmente! In questi tempi di "magra" in cui gli impresari debbono stare attenti ai conti e optare troppo spesso per pièce con pochi personaggi per risparmiare sui costi vivi, finalmente un palcoscenico riempito di attori. E che attori! Attori con tutti gli attributi tecnici per esser tali e mossi e diretti da un regista vero, Massimiliano Bruno che ha curato anche l'adattamento del Sogno di una notte di Mezza estate di Shakespeare portato al Toniolo di Mestre tra il 22 e il 24 marzo.
Uno spettacolo che forse avrà fatto balzare sulla seggiola i puristi, coloro che invocano le ripetizioni stanche del "già visto" o gli ingessati consumatori di una poesia malata di una malinconica nostalgia per il vuoto classicista, ma uno spettacolo in linea con l'epoca contemporanea, che deve fare i conti necessariamente con gusti, tempi e atmosfere estetiche diverse rispetto al passato e deve competere con la televisione, il cinema, gli sketch, il…

Un dr Nest noioso

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Familie Flöz in Dr Nest.

Non volevo scrivere la mia solita recensione perché a me non è proprio piaciuto. Uno spettacolo che mi ha annoiato. Mi dispiace molto perché sono convinto che sempre ci siano buone intenzioni e un gran lavoro di preparazione.

Però è uno spettacolo che vuole usare la maschera senza una vera necessità, è uno spettacolo che sembra non avere chiari gli obiettivi e i messaggi da sviluppare, uno spettacolo che vuole essere poetico ma che non ha ali sufficienti per volare, uno spettacolo a tratti persino poco tecnico e poco attento ai dettagli...

Insomma una delusione e un'occasione mancata.

Sentito alcune persone del pubblico mentre uscivano. Dicevano a bassa voce: "Beh, abbiamo visto qualcosa di diverso!".
Non basta questo perché uno spettacolo sia vedibile.

Nel tempo degli dei - Il calzolaio di Ulisse

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Diciamolo subito: lo spettacolo "Nel tempo degli dei - il calzolaio di Ulisse" (produzione Jolefilm e Piccolo di Milano) per la regia di Gabriele Vacis, è splendido. Una lezione di teatro (e di vita) per chi di teatro non sa nulla, per chi di teatro ha un concetto vago, per chi vive la vita bramando spasmodicamente  di poter raggiungere l'eternità e davanti alle sirene dell'immortalità non sa trovare le ragioni per resistere o per esistere. Ecco, lo spettacolo vuole essere proprio questo: mostrare che ciò che è faticoso ed eroico, ciò che è "divino" non è esser dei, ma uomini, (con tutti i propri limiti e con tutti i propri vizi e nefandezze), uomini nudi.
E' la storia di Ulisse che si fa vita e racconta: è la profezia che il fantasma di Tiresia gli fa nel suo viaggio nell'al di là.

Ma oltre i significati, la logica e il raziocinio, è il significante che vale nello spettacolo! Sono le suggestioni, i sogni, le musiche e i ritmi, le luci e i giochi s…

Smashed: fantastici!!

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Sono andato a vedere Smashed attirato da quell' "omaggio a Pina Bausch e al suo Tanztheater" che avevo letto nella presentazione dello spettacolo. In effetti lo spettacolo si basa molto sulle suggestioni, sulle forme, sulle provocazioni e sulla poesia della grande coreografa tedesca (soprattutto, se la memoria non mi inganna, da quei due assoluti capolavori che sono Kontakthof e 1980). Ma lo spettacolo della compagnia di Gandini Juggling le presenta in modo tutto particolare perché rimette in discussione le suggestioni e le scene riprese dal Tanztheater per mezzo della giocoleria che risulta peraltro stupefacente là soprattutto dove il "gioco" viene fatto in coppia o addirittura in gruppo.

Sono bravissimi! Si resta di stucco, la bocca aperta!! E in effetti sono tanto bravi che i 70 minuti di spettacolo passano e non se ne accorge nessuno: si rimane come delusi, come un bambino che "ne vuole ancora"!!

Poi cercando qualcosa di più sulla compagnia di Ga…

Ecce Homo: Winston vs Churchill

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Straordinaria prova d'attore per Giuseppe Battiston che porta in scena con una bravissima Maria Roveran questo testo scritto  da Carlo G. Gabardini con la regia sapiente ed efficacissima di Paola Rota.
Per 90 minuti la figura dello statista inglese viene rivissuta con una forza e una tensione quasi folle, e in lei però vengono ugualmente rivissute le grandezze e le miserie dell'uomo. Ecce Homo: si indaga il mistero dell'uomo attraverso la magia del teatro, senza mai perdere il sale dell'ironia. Guardando ad un passato glorioso si parla dell'oggi e del domani ma sempre con un distacco che crea figure più che fatti, atmosfere più che storie. E' questo forse il senso dell'"onirico" di cui il "foglio di sala" sembra insistere fortemente. 

Sono queste atmosfere che si confondono con il nostro sentire, con l'animo umano: con le sue chimere, i suoi sogni, i suoi paradisi artificiali; con le speranze, con le disillusioni, con le maschere ch…

Una notte (umana) fuori tempo massimo: la notte poco prima delle foreste

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No, non sono propriamente quello che si dice un perfetto politically correct, e perciò dirò chiaramente che lo spettacolo non mi è piaciuto per niente.
Al di là di chi diceva la stessa cosa al compagno di poltrona, a bassa voce, alla fine dello spettacolo, quasi vergognandosene, al di là della bravura a tratti straordinaria di Pierfrancesco Favino.

Del testo, certo drammatico e talvolta commovente, non se ne sentiva il bisogno. Oggi. Oggi che basta aprire la televisione o le pagine di un quotidiano per trovare la miseria e la morte interiore, lo squallore e la desolazione. Negli occhi dei migranti, nelle voci degli stranieri.
Oggi è facile imbattersi negli stessi gesti, nella stessa cadenza, negli stessi sguardi, nelle stesse parole rappresentate ne "La Notte poco prima delle foreste": basta fermarsi con l'accattone "straniero" all'entrata di un supermercato o chiacchierare, finestrino abbassato, con lo storpio (spesso finto) ai semafori degli incroci.

La …