Un amabilissimo e bravissimo Claudio Bisio
Con "La mia vita raccontata male" il teatro torna ad essere quello che certo può essere e deve anche essere: puro divertimento, che non è mai però né sguaiato né fine a se stesso e che fa anche riflettere, talvolta un po' amaramente.
La pièce in effetti sembra aver assimilato pienamente la lezione di Pirandello sull'umorismo, quel “sentimento del contrario” che è la riflessione sul dramma che si nasconde spesso dietro il riso e che il grande scrittore agrigentino esemplifica con la figura della “vecchia signora, coi capelli ritinti, tutti unti non si sa di quale orribile manteca, e poi tutta goffamente imbellettata e parata d’abiti giovanili”.
Poi mettiamoci in scena un attore bravissimo e simpaticissimo come Claudio Bisio che non si risparmia mai né in scena né a dialogare col pubblico anche a spettacolo terminato e allora si può capire come la serata a teatro sia stata veramente proficua e i soldi del biglietto spesi bene.
Attingendo dall’enorme e variegato patrimonio letterario di Francesco Piccolo (Premio Strega 2014 con il libro Il desiderio di essere come tutti, Premio letterario Giuseppe Tomasi di Lampedusa 2023 con il libro La bella confusione ma scrittore e sceneggiatore fecondo e che scrive per il teatro per la prima volta con “La mia vita raccontata male), lo spettacolo si dipana in un’eccentrica sequenza di racconti e situazioni che inesorabilmente e bizzarramente costruiscono una vita che si specchia in quella di tutti e in cui tutti vi si possono, almeno un po’, riconoscere. È proprio questo il “gioco” e il meccanismo che spinge al riso lo spettatore in un crescendo di situazioni che vengono proposte dall’autore.
In questa tessitura variegata e sorprendente si muove l’attore - bravissimo, lo ripeto e amabilissimo - accompagnato da due chitarristi d’eccezione, per costruire una partitura emozionante, spesso profonda ma nello stesso tempo giocosamente superficiale, personale, ideale, civile ed etica.
Spettacolo da vedere.
Commenti
Posta un commento