Vicini di casa: risate con qualche pensiero che resta

dalla commedia Sentimental, di Cesc Gay, traduzione e adattamento Pino Tierno
con Amanda Sandrelli, Gigio Alberti, Alessandra Acciai, Alberto Giusta
regia Antonio Zavatteri


Sono uscito dal teatro finalmente divertito. Dico "finalmente" perché il teatro è, nella sua essenza, anche divertissement — oltre a essere, com'è ovvio, tutto il resto. Lo ricordava bene anche il breve filmato proiettato prima dello spettacolo per celebrare il 27 marzo, Giornata Mondiale del Teatro, istituita nel 1961 dall'International Theatre Institute (ITI) dell'UNESCO: persone comuni intervistate sul senso di questa arte, un piccolo promemoria del perché continuiamo ad andare a sederci al buio davanti a un palcoscenico.

Ma veniamo allo spettacolo. La trama è tanto semplice quanto efficace: Anna e Giulio sono una coppia come tante — anzi, forse come troppe. Lui avrebbe voluto fare il musicista ma si è accontentato dell'insegnamento, e si rifugia in terrazza a guardare le stelle. Lei avrebbe voluto un altro figlio ma ha dovuto accettare la resistenza di lui e cerca conforto nei manuali di auto-aiuto. Una coppia al confine fra amore e abitudine, in equilibrio precario. Ma pur sempre in equilibrio. A rompere questo quieto tran tran ci pensano Laura e Toni, i vicini di casa, che arrivano per un aperitivo e portano con sé una carica di spregiudicatezza, risate e qualche scomoda domanda sulla vita di coppia.

In scena, i quattro interpreti funzionano benissimo. Gigio Alberti è uno spasso assoluto: il personaggio di Giulio non ha solo la prontezza di risposta ironica e sarcastica a ogni battuta, ma è parlante anche quando non parla. Dopo pochi minuti, avendone capito la personalità, il pubblico può ascoltare le battute degli altri tre e intanto osservare Giulio per catturarne all'istante la reazione. Amanda Sandrelli è altrettanto convincente: finta ingenua e irresistibile gentildonna, cresce nel corso della commedia fino a diventare, come osserva la critica (ad esempio di Sipario.it), la più saggia tra i quattro personaggi, colei che si apre al mondo incuriosita e che, nel contemplare la realtà, si rende conto che la vita le sta sfuggendo di mano.

Tra i quattro, Alessandra Acciai gioca abilmente con il suo personaggio da psicologa dai toni suadenti, che si sposano alla perfezione con la genuinità disarmante di Alberto Giusta nei panni di Toni.

La drammaturgia è ben congegnata e il ritmo è notevole: l'ora e venti di spettacolo scorre veloce, complice anche la quasi totale assenza di musica. Dunque solo una battuta via l'altra, senza bisogno di sottolineature musicali. Anche questa è una scelta che mette in risalto la bravura degli attori nella loro immediata comicità. 

Il pubblico ride spesso, e lo fa con il senso di chi riconosce qualcosa di proprio su quel palco. Perché al di là delle risate, Vicini di casa parla di cose serie in modo leggero: il testo affronta la sessualità in modo diretto, senza mai scadere nella volgarità fine a sé stessa. 

È piuttosto un atto d'accusa gentile contro le convenzioni, la noia delle abitudini e i limiti che molte coppie si impongono senza nemmeno accorgersene. Come chiosa efficacemente un recensore, il pubblico vi si riconosce, e dalle risate che si sentono emerge come esista un concetto di normalità etica e morale molto più condiviso di quanto non immaginiamo. (teatroemusicanews.com)

Insomma uno spettacolo da non perdere, consigliato a chi vuole trascorrere una serata piacevole senza rinunciare a qualche pensiero che resta.


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