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Un lungo viaggio verso il male Tra O'Neill e Lavia.

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Dopo le quasi tre ore di rappresentazione di Lungo viaggio verso la notte, capolavoro di Eugene O’Neill portato in scena da Gabriele Lavia (anche regista) con Federica Di Martino, Jacopo Venturiero, Ian Gualdani e Beatrice Ceccherini, sono uscito da teatro con sentimenti opposti ma ugualmente molto forti. Da una parte la sensazione di aver assistito a uno spettacolo come non se ne vedono spesso: attori in stato di grazia, tutti solidissimi, una scenografia essenziale ma raffinata, una regia che orchestra con mano sicura tempi, spazi ed emozioni. Tecnica sopraffina, dunque, e ambienti e atmosfere ricostruiti con una cura rara, che restituiscono allo spettatore il respiro del grande teatro “classico” senza mai sembrare polverosi. Dall’altra parte però Lungo viaggio verso la notte è anche – e forse soprattutto – un’esperienza emotiva dura, quasi una prova di resistenza. Si ha la sensazione di assistere a una sfilata dei lati più sgradevoli dell’umanità, messi in scena senza filtri: è uno ...